Castello di Virgoletta

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  • A Virgoletta è impossibile perdersi: l’unica via intorno alla quale si sviluppa il borgo è una linea retta che corre sul crinale di una collina, a pochi chilometri da Villafranca, e che dall’ingresso del paese conduce dritti nella pancia della balena, ovvero nel cortile interno del Castello omonimo, una struttura imponente taggata - si potrebbe dire - dai Malaspina dello Spino Secco con tanto di stemma di benvenuto sulla sua porta principale. 

    Oggi rimangono visibili le sue mura, innalzate oltre i dieci metri dai Malaspina all’inizio del XII secolo. Sono visibili i fossati e il ponte levatoio che lo separava dal borgo, è visibile il loggiato interno con volte a crociera che, voluto dal Genovese Galeotto Campofregoso addolcì le forme squadrate del mastio originario, insieme alle sale affrescate con le quali i Malaspina conclusero la conversione della fortificazione in elegante residenza nel corso del XVI secolo. 

    Con la fine del sistema feudale in Lunigiana, Virgoletta entrò a far parte della Repubblica Cisalpina, e nel post-Napoleone, prima del Ducato di Modena e in seguito di Parma fino all’unità nazionale. 

    Il Castello oggi è un ‘condominio’, frazionato nel corso del Novecento, in seguito ai danni del terremoto del 1920 che ne distrusse parte del mastio, e alla Seconda Guerra Mondiale, quando Virgoletta cadde in mano ai tedeschi che vi trasferirono il proprio comando. 

     

  • Note aggiuntive sugli orari:
Gratuite:
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