Castello di Comano

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  • All’estremo confine orientale della Lunigiana, nell’alta valle del Taverone, in un angolo di Toscana che si proietta verso le province di Parma e Reggio Emilia, si trova il borgo di Comano. Siamo in pieno Parco dell’Appennino Tosco Emiliano, il paesaggio è tra i più incontaminati della Lunigiana e la presenza di mandrie di cavalli allo stato brado ci restituisce un’epica paesaggista da far west  americano. È in questa vallata che il Castello di Comano si impose come esattoria di famiglia e baluardo malaspinaiano a difesa di due importanti passi appenninici, quelli dell’Ospedalaccio e del Cerreto. 

    Della struttura non rimane che una torre cilindrica a merlatura guelfa del XIII secolo - così come le sue simili a Malgrate, Bagnone e a Treschietto - e le mura del XV secolo. Se ne ha una prima traccia in un documento dell‘824 quando il borgo, con il castello a difesa della popolazione, venne donato al monastero di Aulla. In epoca medievale fu sotto il controllo degli Estensi per poi passare di mano, ai Malaspina nella seconda metà del XII secolo. Ad occuparsene per loro fu inizialmente una famiglia vassalla, i Dollo ma in seguito a un fratricidio che mandò all’altro mondo il capostipite Manuele, Spinetta Malaspina non lasciò il delitto impunito e dente per dente, fece decapitare i tuoi fratelli omicidi, annettendo poi il borgo al feudo della Verrucola. Nel 1479 Comano passò sotto la dominazione della repubblica di Firenze. 

    Sebbene oggi la struttura sia in evidente stato di abbandono, è stata di recente restaurata la torre circolare, di proprietà pubblica. La visita è su prenotazione

     

  • Note aggiuntive sugli orari:
    La torre è visitabile solo su prenotazione.
Gratuite:
visita

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