Castello dell'Aquila

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  • Ci si arriva percorrendo una ripida strada nel bosco, appena superato il borgo di Gragnola. Nulla, nemmeno la vista che si gode dal fondo valle farebbe pensare al grandioso spettacolo che il Castel dell’Aquila offre una volta giunti sul crinale del colle: una fortificazione monumentale, di recente recuperata grazie a un restauro a dir poco eroico

    Siamo nel territorio di Fivizzano, nella Lunigiana orientale; il Pizzo d’Uccello è alle spalle, uno sfondo tanto grandioso da lasciare increduli; una posizione geografica invidiabile, un tempo a dominio di Gragnola, punto nevralgico per le comunicazioni che dal Centro Europa arrivavano a Roma, luogo di confluenza dei torrenti Aulella e Lucido. Ad abitarlo furono due grandi dinastie, entrambe provenienti dal ramo malaspiniano di Fosdinovo: la prima ebbe origine da Galeotto di Fosdinovo nel XIV secolo, la seconda iniziò con Lazzaro, figlio di Antonio Alberico marchese di Fosdinovo, la cui discendenza si estinse nella prima metà del XVII secolo. 

    IL NOVECENTO | LA CADUTA E L'ASCESA DEL CASTELLO

    E` il Novecento però il secolo buio del Castel dell’Aquila, danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dopo che gli ultimi proprietari ne minarono la torre, allora pericolante, con la dinamite. Sono serviti due anni per liberarlo dalla sterpaglia, dieci per riportarlo alla sua originale imponenza. Ve ne racconterà la storia la sua proprietaria, la castellana che anni fa ha acquistato un rudere medievale come buen retiro e ha scoperto piuttosto un castello nascosto dalla boscaglia. 

    Vi racconterà anche che durante i lavori di restauro, il 19 febbraio 2004, è venuto alla luce un sepolcro con lo scheletro integro di un uomo, un cavaliere del Trecento - dicono le analisi al  carbonio-14 - ucciso da un colpo di balestra alla gola. Il mistero intorno alla sua morte violenta ha coinvolto appassionati, storici e medici legali, rendendolo uno scheletro piuttosto famoso. 

    Vi consigliamo una visita con la proprietaria, l’incontro con questo castello è soprattutto la scoperta di un’impresa umana epica. 

    Come ci si arriva? da Aulla, basta seguire la direzione Fivizzano-Reggio Emilia sulla Strada Statale n. 63 del Cerreto e otto chilometri prima di Fivizzano, svoltare a destra in direzione Gragnola-Gassano-Equi Terme. Nei pressi di Gassano, il castello vi sta già osservando dall’alto. 

  • Note aggiuntive sugli orari:
    Visitabile su prenotazione
Gratuite:
visita
Pagamento:
visita guidata

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