Castello della Verrucola

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  • I primi documenti che attestano l’esistenza del Castello della Verrucola risalgono al 1077, quando l’imperatore Enrico IV - lo stesso dell’umiliazione di Canossa - ne concesse il controllo agli Estensi. Alla soglia del XII secolo il suo nome è associato alla famiglia dei Bosi ma furono diverse le casate che ne contesero il dominio, di sicuro interessate al controllo dei vicini passaggi transappenninici; che a pensarci non è bislacco pensare a questi castelli come a dei telepass di un sistema viario ante litteram...

    Nel 1183 passò di mano ai Malaspina, grazie alla Pace di Costanza siglata con Federico Barbarossa e fu di competenza del ramo dello Spino Fiorito, almeno fino al 1312 quando fu al centro del contenzioso tra Spinetta Malaspina, detto Il Grande, e Castruccio Castracani degli Antelminelli, lucchese. Tra le sue mura, Spinetta aveva creduto in un grande piano di unificazione della Lunigiana storica, aveva creduto nell’idea di una grande signoria sotto il suo controllo. Ma la strada del successo è lastricata di sconfitte e fu così che Spinetta incontrò Castruccio, condottiero tra i più valorosi. E fu così che la lotta fu epica e il Signore di Lucca sconfisse spinetta dopo un incredibile assedio al Castello della Verrucola. Spinetta il Grande dovette aspettarne la morte per poterne rientrare in possesso nel 1335. 

    Nel 1418 la Verrucola fu teatro di un clamoroso fatto di sangue, una congiura ordita alle spalle del Marchese Bartolomeo Malaspina, ucciso a colpi d’ascia insieme alla moglie incinta, all’ottantenne marchese Niccolò, ai figli e ai servi. Una strage da cui solo si salvò il piccolo Spinetta, venti mesi di innocenza e una balia eroina da ringraziare. Questo evento drammatico ebbe una eco che giunse fino a Firenze dove si decise che fosse l’ora di intervenire e di riportare la Lunigiana orientale nella sua orbita.

    Dalla fine del XV secolo la storia del Castello della Verrucola si diluisce in rivoli di miseria: il terremoto del 1481 lo devastò portandolo all’abbandono fino al XVII secolo quando divenne un convento di monache agostiniane. Poi, di nuovo l’incuria.

    L'AMORE TRA PIETRO CASCELLA E LA VERRUCOLA

    Se oggi il Castello è uno dei più spettacolari della Lunigiana lo si deve allo scultore Pietro Cascella. Artista cresciuto in una famiglia di artisti, Cascella ha goduto nella seconda metà del Novecento di grande fortuna critica, e paragonato al nostro Henry Moore, ha ottenuto commesse nazionali e internazionali. Di recente scomparso si è preso cura del castello a partire dalla fine degli anni Settanta. Oggi di proprietà della sua famiglia, il castello-studio è visitabile su appuntamento. 

  • Lunedì - Giovedì: Chiuso
    Venerdì: 13:00-17:00
    Sabato - Domenica: Chiuso
    Note aggiuntive sugli orari:
    Visite solo su appuntamento.
Pagamento:
visita guidata

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