Ameglia

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  • Rispetto alla maggior parte dei paesi adagiati sui colli di Luni, dai quali la visuale si apre sulla pianura e verso il mare, dal piccolo borgo di Ameglia lo scenario è l’opposto. Da qui infatti lo sguardo risale il corso del Magra fino a perdersi dietro ai promontori di Ponzano e Santo Stefano, in un paesaggio di verdi colline e vette appuntite. 

    Ameglia è un borgo fortificato sviluppatosi ad anelli concentrici e su più livelli intorno al nucleo originario del castello, residenza episcopale dei Vescovi di Luni, di cui risulta proprietà già nel 963. Un labirinto di vicoli lastricati, scalini e gradinate, di gallerie e piccole piazze che salgono verso il maniero e la sua torre circolare. Un labirinto a cui vi consigliamo di abbandonarvi, perchè la deriva vi farà scoprire antichi portali di marmo, epigrafi decorate, romantici cortili, inaspettati tesori come la Chiesa quattrocentesca di San Vincenzo e il suo sagrato che come una gran terrazza apre la vista sulla vallata. 

    Un’occasione speciale per una visita al borgo è la tradizionale e irriverente festa dell’Omo ar bozo, che chiude il periodo del carnevale con un antico rituale che pare risalga addirittura al Quattrocento, quando i Bravi di Ameglia, gente piuttosto perniciosa, avrebbero inaugurato la tradizione di arrestare il primo forestiero di passaggio, il giorno della domenica grassa. Al malcapitato veniva chiesto un obolo a profitto della Società di Ballo del paese e una volta esborsata la somma richiesta, il pover’uomo veniva gettato nelle acque gelide di un bozo, un fosso d’acqua che serviva ad alimentare i mulini. La tradizione è stata ripresa negli Anni 70 del Novecento grazie a un gruppo di giovani amegliesi e all’intervento dell’artista Walter Sacchini, già esperto di Arte Sociale. Grazie a loro, oggi l’Omo ar Bozo è una delle manifestazioni carnevalesche più suggestive d’Italia.

  • Note aggiuntive sugli orari:
Gratuite:
visita, vista panoramica
Pagamento:
ospitalità

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