Sguardi | Davide Ferrari

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Il Castello dell'Aquila, a Gragnola, a pochi chilometri da Fivizzano racconta una storia secolare che è riemersa dai rovi grazie all'impresa ardua e appassionata della sua proprietaria. Danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dagli ultimi proprietari novecenteschi che ne minaro la torre con la dinamite, il Castello oggi è risorto dopo quasi 15 anni di lavori di restauro. Se lo visitate, ve ne racconterà la storia la Signora Gabriella, nume tutalare e anima di queste pietre, colei che anni fa comprò un rudere senza sapere di avere ederitato la responsabilità di far rivivere un castello addormentato. 

In questo scatto di Davide Ferrari - una panoramica ripresa dal borgo di Gassano - l'imponente struttura quasi scompare di fronte alla magnificenza delle Alpi Apuane che lo incorniciano e lo vegliano. Roccia su roccia, il castello e i monti da cui sembra esso stesso emergere. Pare infatti che il suo nome, dell'Aquila, poco abbia a che fare con il più nobile dei rapaci ma piuttosto derivi da un rimasticamento volgare del termine aguille, guglia, punta: lo sperone di roccia per l'appunto, sul quale è stato costruito, quasi ne emergesse, e che lo rende uno dei castelli più strategici a controllo dei transiti medievali di merci e uomini dal Nord Europa a Roma. 

 

BIO | Davide Ferrari ha 37 anni, è dipendente pubblico e fotografo amatoriale. In attesa che pubblichi il suo primo blog, ne trovate le fotografiche sul suo profilo FB. Finalista del concorso fotografico Tramanda La Lunigiana, Davide ha scattato questa foto con una Canon Eos 60D con una lente 70-200, alla sua massima focale. Con il Castello dell'Aquila ha un legame tutto personale: è qui infatti che ha festeggiato il giorno delle sue nozze. 

 

 

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