Quando miti e leggende incontrano la storia

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L'universo magico, favolistico e misterioso della Lunigiana: storie di streghe, licantropi e buffardelli.

Nel silenzio dell’inverno, la sera accanto al letto dei bambini o nelle lunghe notti d’estate quando il fuoco si sta per spegnere, per secoli si sono ripetute storie e leggende che hanno contribuito alla crescita dei miti e del mistero. Storie i cui protagonisti sono streghe, diavoli, nobili sanguinari, pirati, licantropi; storie in cui l’immaginazione incontra la Grande Storia; storie raccontate per decenni, a volte secoli, eppure ancora vive oggi.

Mi hanno più volte narrato cose bizzarre provenienti dal Castello, che se non è illuminato, di notte è tetro e diventa un facile scenario per racconti strani.
Sulla strada vecchia, il venerdì notte, passavano le streghe. Uscivano dal bosco tenendo in una mano un lume e si radunavano presso la quercia grossa, che ha più di quattro secoli, e si abbandonavano a ridde infernali o ad orge con i diavoli. 
- Ettore Conzani

Non stupitevi quindi se, parlando con un anziano potremolese nel bel mezzo del discorso lui vi chiedesse: ‘hai sentito? io non non riuscito a dormire dal rumore’ perché non sta parlando dello schiamazzo di qualche ragazzino, ma del Lupo Mannaro del Piagnaro. Si racconta infatti che i vicoli scuri e stretti di Pontremoli, dominati dal colore grigio delle piagne e dalla pietra arenaria, di notte si trasformino nel regno di un licantropo che ancor oggi terrorizza gli abitanti del borgo. Se vi capitasse di incontrarlo non guardatelo negli occhi, ma salite velocemente tre scalini e sarete fuori pericolo. Ma se il lupo vi raggiungesse, si dice che per curare la licantropia basti forare una mano con un ago da calzolaio.

Quella del lupo mannaro di Pontremoli è forse una delle leggende più raccontate, seconda forse solo alle tante storie che circondano i buffardelli (o beffardelli), folletti dispettosi che popolano i racconti di Lunigiana, Garfagnana e Versilia. Creature né positive, né negative, i buffardelli sono degli esserini descritti a volte come dei piccoli folletti dalle sembianze di un topo, con le scarpe a punta e gli occhi penetranti, talmente piccoli da poter passare dal buco della serratura o nascondersi nei capelli. Si racconta che durante la notte i buffardelli intreccino la criniera a cavalli, mettano in disordine la casa, rubino le vesti e disturbino il sonno dei neonati. Veloci come il vento e un po’ maligni, si dice che siano capaci anche di gesti grande generosità e che insieme a un dispetto, portino anche grandi ricompense. Non vi viene in mente Puck di Sogno di una notte di mezza estate?

Altre leggende, invece, non raccontano di esseri magici, ma attingono direttamente al sangue versato nelle valli lunigianesi. Sono storie di violenza, lamenti e talvolta fantasmi.
Nel corso dei secoli i castelli e le fortificazioni di Lunigiana sono stati il palcoscenico delle più folli perversioni dei loro signori; quanto queste storie siano reali o quanto affondino nel mito popolare non è detto saperlo, quello che è certo però, è che ricorrono racconti di festini, dame, amanti, cavalieri, marchesi, giovani fanciulle alla mercé dei nobili di turno…

La più famosa è indubbiamente la storia di Bianca Maria Aloisia Malaspina, figlia dei Marchesi di Fosdinovo che, per essersi innamorata di uno stalliere, fu murata viva in una stanza del castello in compagnia di un cane ed un cinghiale, simboli di fedeltà e ribellione. Ancora oggi si dice sia possibile avvertire nel castello la presenza della giovane fanciulla e che nelle notti di luna piena sia possibile vederne il fantasma.

Ma oltre le leggende e le voci di popolo, la stessa storia della Lunigiana rimane in parte avvolta dal mistero: pochi luoghi hanno suscitato fascino e mistero come le macerie di Luni, la città romana da cui prende il nome questa terra e il cui declino fu segnato dalle razzie dei Vichinghi che la credettero Roma; una storia di prosperità e declino tramandata per generazioni e rintracciabile nei reperti rinvenuti negli scavi archeologici di inizio secolo. Una storia raccontata con passione da Ettore Cozzani nel suo La fine di Luni contenuto in ‘Leggende della Lunigiana’ (1921).

 

 

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