Il viaggio dietro casa | Agli Stretti di Giaredo

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A PIEDI, LE AVVENTURE DIETRO CASA DI GIANNI GIUSTI: GLI STRETTI DI GIAREDO

Siamo lieti di inaugurare l'appuntamento con la rubrica ITINERARI insieme a Gianni Giusti, camminatore ed esploratore dell'universo naturale e dei segreti storici 'dietro casa', firma e anima del blog lunigianainsolita.it. Ci affidiamo ai suoi diari e ai suoi occhi per raccontare alcuni tra gli itinerari naturalistici più spettacolari della Lunigiana. Iniziamo con gli Stretti di Giaredo


Tra le belle escursioni che non devono mancare, c'è sicuramente quella agli Stretti di Giaredo, dei profondi canyon scavati dal torrente Gordana, al confine tra il Comune di Pontremoli e quello di Zeri.  

Per arrivarci, da Pontremoli si prende la SP37 per Zeri, passando sotto i viadotti dell'autostrada e proseguendo per i tornanti. Nei pressi di una curva a gomito si svolta a sinistra in direzione Cavezzana Gordana Valunga. Si scende lungo questa strada, rimanendo sempre sulla destra. In breve tempo si arriva ad un bivio in corrispondenza di una casa e da lì, a sinistra, si percorre un tratto di strada asfaltata che diventa sterrata fino a un piccolo parcheggio dove si apre il sentiero vero e proprio. Se avete automobili particolarmente basse, potete anche parcheggiarle poco dopo aver imboccato lo sterrato e proseguire a piedi.... in 5-10 minuti arriverete al parcheggio. 

[una nota di Trame....un percorso alternativo e altrettanto bello passa dal piccolo borgo di Cavezzana. Lasciate la macchina a un centinaio di metri prima delle case e proseguite a piedi. Vi semberà di entrare in casa di qualcuno, ma non vi preoccupate, proseguite con rispetto e sarete accolti con sorrisi!]
 

Il sentiero su cui si cammina non è altro che una strada lastricata che attraversa campi ormai abbandonati; sulla destra si vedono ancora dei grossi casolari disabitati e poco più avanti i resti di un canale, probabilmente utilizzato da qualche mulino. Siamo ormai arrivati sul torrente Gordana ma per quanto ormai abbia realizzato che non esiste montagna che un tempo non fosse coltivata, rimango sempre sorpreso nel trovare tracce di muretti a secco e piane così lontane dai paesi.
 
Scendo lungo il fiume e inizio la breve camminata verso gli stretti. La giornata è calda ma l'aria non è afosa, non so se è dovuto alla stretta valle o all'acqua gelida che devo di tanto in tanto attraversare. L'acqua cristallina e un bellissimo albero ai margini di una pozza, contribuiscono a rendere il paesaggio fiabesco. L'albero si trova proprio ai margini del fiume.... deve aver lottato tanto per sopravvivere in quella zona. Esposta alla violenza dell'acqua durante le piene del torrente, sembra essersi costruito le sue mura, sasso dopo sasso, inglobandoli nelle sue radici esposte all'aria. Mi accorgo che il luogo non ha stregato solo me.... pile di sassi messi in bilico uno sull'altro, si presentano sparsi sulla sponda formando torri, in una specie di gioco-rito ancestrale, come se qualcuno vi rappresentasse l'equilibrio personale che si raggiunge lungo questo fiume. 
 
Si prosegue ancora a monte e a poca distanza siamo arrivati all'imbocco dello stretto. C'è il tempo di fermarsi a parlare con qualcuno, stando con i piedi in ammollo: l'acqua gelida non permette di entrare in modo improvviso. Tra l'uscita e il primo tratto asciutto interno c'è una pozza che costringe a bagnarsi fino alle spalle. Non avendo una tuta in neoprene, devo abituarmi pian piano all'acqua e passare da una temperatura esterna di più di 30 gradi e quella notevolmente più bassa dell'acqua. Inoltre all'interno degli stretti si alternano pozze profonde e tratti in cui si cammina all'asciutto, quindi è necessario organizzarsi, se si vuol entrare con una macchina fotografica non subaquea. Per questo mi sono portato un piccolo canotto da bambino nel quale metto uno zainetto, un asciugamano ed una maglietta nel caso mi venisse freddo.

Arrivato con l'acqua sopra le ginocchia mi faccio coraggio e spingendo il canotto, mi immergo fino alle spalle camminando senza fermarmi, fino ad arrivare alla sponda opposta, all'interno del canyon. È un freddo che blocca quasi il respiro, ma il tratto è breve. 

Agli occhi uno spettacolo stupendo tra salti d'acqua, attraversamenti di pozze limpidissime, muschi e pareti alte anche 50 metri. Sono 2 km che vale la pena percorrere, nonostante il freddo, fino ad arrivare alla diga di Noce di Zeri. Impossibile parlare di tutto ciò che di bello c'è in questo ambiente...... è talmente variabile nel tempo e nello spazio, che quel che vi posso descrivere, lo potreste ritrovare variato alla prossima escursione. Giochi di luce e colori possono variare di ora in ora e di stagione in stagione. 

Un ultima nota per i bambini....
Avendo un bambino di 8 anni, cerco sempre di concludere dicendo se il percorso è adatto ai giovanissimi. Sì, l'escursione è adatta anche a bambini, per lo meno per un breve tratto. Anzi, a mio avviso è una bella esperienza per loro. Consiglio però di seguire i bambini a vista e se avete una tuta da sub è fortemente raccomandata così come un paio di scarpette da mare. 

[una nota di Trame...abbiamo percorso gli Stretti con due bambine di dieci e dodici anni. Con una muta adeguata e l'aiuto dei genitori o di una guida nei passaggi più scivolosi, se la sono cavata alla grande. Non sottostimate i vostri figli ma vi consigliamo di affidarvi all'esperienza di una guida che saprà aiutarvi in caso di bisogno]
 


GIANNI GIUSTI

Sono nato nel 1969 a Massa. Di lavoro faccio il programmatore informatico. Sembrerà strano, visto il mio lavoro, ma non sono un patito della tecnologia..... La passione per la montagna e la natura mi è stata trasmessa da mio padre - contadino e viticoltore - e arriva insieme all'altra mia grande passione: la pesca nei fiumi. Amo anche la storia, specie quella degli ultimi 300 anni, quella ancora ben presente sia nell'ambiente circostante, sia nei ricordi degli anziani di paese.

Cerco di non rendere mai casuale una mia uscita e generalmente, prima di andare in un luogo, mi studio vecchie mappe per capire come era il territorio, dove passavano le antiche mulattiere o semplicemente, dove potrebbero essere dei vecchi ruderi. Di grande aiuto, nella ricerca della Lunigiana Insolita, è il contatto con la gente di paese. Sono papà di un bambino favoloso di nome Matteo (classe 2005) che cerco di coinvolgere in questa mia passione per la natura e storia. Per lui riservo le uscite migliori, quelle dove si uniscono bellezza e avventura, uscita aperte a tutti. Non esitate a contattatemi se volete unirvi a noi in qualche esplorazione.

Non vi annoio ulteriormente e concludo con questa cosa di cui vado molto fiero....Sono presidente dell'associazione no profit AIPI (Associazione Italiana Patrocinio Infanzia) e con altri amici e amiche, ci occupiamo di problematiche legate ai bambini in ambito di bigenitorialità e di separazioni.

 
RINGRAZIAMO GIANNI GIUSTI PER AVER ACCETTATO IL NOSTRO INVITO.
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